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Oggi: Mag 20, 2012

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L'Hockey è strano, si parte come squadra favorita e ci si ritrova ad una partita dalla fine come squadra materasso” Esorta così l'allenatore Andrea Dalla Vittoria, a riguardo delle finali nazionali indoor. La prima partita vede la squadra di Valle contro quella di casa, il CUS Padova. Il campo in cemento lucido e verniciato trova le ragazze impreparate al terreno, la velocità della palla é notevole come la difficoltà di fare presa con le scarpe, ma le giovani di Dalla Vittoria sembrano reggere bene il gioco avversario, fino ad un madornale svista difensiva che il Padova ringrazia e realizza. Non passano neanche 5 minuti e un altro errore, questa volta di ingenuità, vede il Padova insaccare il 2 a 0. Poco dopo la partita sembra prendere la piega giusta con il Valchisone padrone del gioco e diverse palle sbagliate a portiere ormai battuto ma allo scadere del tempo l'ennesima leggerezza porta il Padova sul 3 a 0. Si riprende e si vedono le ragazze più sicure e sopratutto convinte, Dalla Vittoria T. trova uno splendido gol in tuffo dopo una bella azione personale: questo da la carica e dopo poco si ha il raddoppio. Il Padova si chiude e continuano le non finalizzazioni, quando sembra facile il recupero, un'altra beffa e il Padova trova il colpo del KO. Neanche il tempo di riprendersi e si incontra il San Saba di Roma. Le ragazze ingranano subito la marcia giusta e trovano il gol con Fantini e Dalla Vittoria T., continuando a pressare le avversarie nella loro area . Viene concesso un rigore per atterramento in area, il portiere “sceneggia” una preparazione  che dura diversi minuti per fare innervosire la tiratrice Dalla Vittoria T. che sbaglia. Si continua a giocare e Fantini viene atterrata malamente in area, ma per l'arbitro é tutto regolare, e nella ripartenza trovano il punto. Il secondo tempo vede un Valchisone timoroso e impacciato, con le Romane aggressive al limite del regolamento. Si va sul 2 a 2. E' ora di tirare fuori il carattere ma sembra che la stanchezza abbia il sopravvento e nuovamente un malinteso porta le romane in vantaggio. Sembra che la palla non voglia entrare e si continua in affanno , a 3 minuti dalla fine si gioca il tutto per tutto togliendo il portiere ma la musica non cambia e a 10” dalla fine la Roma trova il 4 a 2. La delusione è tanta ma è giusto così. La domenica dopo la sveglia è alle 6.30. Ci si ritrova in campo contro le fortissime ragazze del Riva. In questa partita vince meritatamente il Riva con un egregio gioco di squadra: una bella lezione di Hockey e correttezza. 5 a 1 (con loro che giocano senza portiere e con una ragazza di movimento...). 2H di pausa e tocca alle amiche dell' Argentia. Le dichiarazioni di Andrea Dalla Vittoria: “Come dicevo: l'Hockey è strano, ora l'ago della bilancia siamo noi. Se l'Argentia vince è matematicamente la prima, se pareggia o perde lo scudetto se lo gioca il Padova dopo con le Romane, noi comunque vada siamo 5°. Dirò alle ragazze di giocare al massimo per onorare lo sport”. E' una partita tiratissima. Si va in vantaggio dopo 5 minuti su corto e si gioca con grinta e durezza. L'Argentia pareggia quasi alla fine del tempo nuovamente per una errore madornale in difesa! Si riparte e di nuovo su corto Tomasi si fa perdonare la svista precedente e insacca. L'argentia non ci sta, e realizza un corto ottenendo il 2 a 2. Si combatte su ogni palla, la tensione sale e finirà così. Le parole a caldo di Dalla Vittoria: “ Sono veramente commosso, dopo avere ripreso anche duramente le ragazze più esperte per le leggerezze e la mentalità dimostrata nelle partite precedenti... ora mi sento orgoglioso di loro. Con l'Argentia abbiamo fatto il viaggio in pulman e rientreremo insieme, sono amiche, a noi non cambiava nulla, forse questo ha fatto scattare la molla. E' stato un esempio di sportività eccezionale anche e specialmente delle ragazze e dei dirigenti Lombardi che pur amareggiati dal Pareggio a fine partita ci hanno abbracciati e ci siamo scambiati i complimenti a vicenda. Bello! Ora ricordiamoci degli errori fatti e dimentichiamoci dell' opportunità persa, lavorando e impegnandoci maggiormente sia le giocatrici negli allenamenti, sia i tecnici imparando con umiltà da quelli più esperti e sia i dirigenti sensibilizzando di più le amministrazioni locali sull'uso delle palestre adatte a questo sport".

Sara

 
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